Tanzania

La Tanzania è un paese molto povero. Secondo l’Indice di Sviluppo Umano, che misura il benessere sociale ed economico dei paesi del Mondo (Rapporto sullo Sviluppo Umano 2019, UNDP), la Tanzania occupa il 159° posto su 188. Corruzione, infrastrutture deboli, qualità di vita e condizioni di salute e sociali, sono i principali fattori che ostacolano lo sviluppo del paese.

Tanzania: le condizioni di salute e sociali

Gran parte della popolazione vive ancora in condizioni di estrema povertà soprattutto nelle zone rurali. Ciò ha un impatto profondamente negativo sulle condizioni di vita dei giovani tanzaniani e, in particolare, sul loro diritto al cibo: molti di loro sono malnutriti e oltre il 70% soffre di anemia. Ad oggi, lo stato si sta impegnando per migliorare l’accesso alle cure a quante più persone possibili, tuttavia la qualità dei servizi sanitari rimane molto bassa, principalmente a causa della mancanza di risorse umane ed inadeguate infrastrutture mediche.

Ogni anno 250.000 bambini muoiono per malattie benigne, in particolare perché la malnutrizione indebolisce il loro sistema immunitario e i centri sanitari sono troppo lontani da casa. Di conseguenza, il tasso di mortalità infantile è molto elevato, specialmente tra i più piccoli. I neonati rappresentano il 29% dei decessi nei bambini di età inferiore ai 5 anni. Le principali cause di questa mortalità sono, in ordine decrescente, la malaria, l’anemia, la polmonite, le condizioni prenatali, la diarrea e l’HIV / AIDS.

Il diritto all’istruzione

La Tanzania ha notevolmente migliorato l’accesso all’istruzione ed il suo tasso di alfabetizzazione (87% nel 2015 secondo l’UNESCO).
La mancanza di una rete di trasporti efficace impatta, però, significativamente anche sull’istruzione dei bambini. Coloro che vivono nelle zone rurali non riescono ad andare a scuola a causa del trasporto scolastico inesistente e dell’assenza di aiuti statali. Inoltre, i costi da sostenere per frequentare le scuole, come quelli per le uniformi e le tasse scolastiche, portano ad escludere i bambini più poveri. Molti bambini abbandonano la scuola per andare a lavorare, nonostante la giovanissima età. Sono proprio le famiglie, molto spesso invogliate dalla prospettiva di guardagno, a spingere i propri figli al lavoro. Intorno alle aree minerarie il tasso di abbandono raggiunge il 40%.

Gli abusi sui minori e il fenomeno dell’abbandono

Questa condizione di precarietà viene ancor di più aggravata dal problema degli abusi sui minori: violenze psicologiche, fisiche e sessuali. Nella maggior parte dei casi tali abusi avvengono proprio all’interno dei luoghi di vita ai quali i bambini sono più legati e affezionati: la comunità in cui crescono, la scuola che frequentano o addirittura dentro le mura domestiche. Le ragazze, sono ancora più vulnerabili a causa della discriminazione nei confronti delle donne. Sonospesso soggette a mutilazioni genitali in condizioni deplorevoli che possono provocare infezioni molto gravi. 

Tutto ciò ha portato ad incrementare il fenomeno dell’abbandono: è molto facile trovare bambini in strada. Solamente a Dar el Salaam se ne contano quasi 5.000, che vagano costantemente lungo le strade della città. Molti di questi bambini provengono dalle zone rurali, in cui sono molto diffuse situazioni di miseria e violenza che loro sperano di lasciarsi alle spalle. La maggior parte dei bambini tra i 7 e i 14 anni, è facile preda per il traffico di minori, prostituzione, abusi sessuali e di conseguenza soggetti a malattie come l’HIV/AIDS.

Il nostro impegno per la Tanzania

È proprio in questo contesto che Uroadventure ha deciso di impegnarsi, intervenendo in prima persona per provare a migliorare le condizioni di vita di donne e bambini, tramite due macro progetti: la costruzione di un orfanotrofio, finalizzato all’accoglienza e all’educazione di bambini orfani e l’introduzione di programmi e iniziative dedicate alla valorizzazione e al riconoscimento del ruolo delle donne.

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